Di vini e di vani

Di vini e di vani

Quand’ero piccola, mio nonno sbucciava una pesca, la tagliava a pezzetti, la metteva in un bicchiere, ci aggiungeva un po’ di vino e me la porgeva per mangiarla. E a me piaceva. Ancora adesso ogni volta che la preparo (con un po’ più di vino) penso a quei gesti, a quei momenti e alla frase che ripeteva spesso –  “un bicchiere di vino al giorno non fa mai male”.  Grazie a questa gavetta ho saputo apprezzare il sapore del vino, soprattutto di quello rosso e corposo fatto in casa. Ho imparato a non arricciare il naso in senso di disgusto nel momento del contatto tra le labbra e quel liquido rosso ed ad assaporarne il gusto. Mio nonno pareva pure contento quando, durante i pranzi domenicali, gli chiedevo di riempire un po’ il mio bicchiere. E, crescendo, ho imparato a chiedere spesso che quel bicchiere venisse riempito..e non solo a mio nonno. Era pieno quella sera romana in cui assaggiai per la prima volta quel lambrusco lì cantato dal Liga; un incontro indimenticabile, direi. Com’è che si dice? La prima “tronca” non si scorda mai. Era pieno l’anno scorso quando, per ben due volte, è andato a finire sul mio vestito chiaro, trovato all’ultimo secondo dopo una lunga ricerca ed indossato per un’occasione importante. Dopo undici mesi, il vino è ancora lì, sul tessuto viola di quell’abito usato una sola volta ed appeso sconsolato in un armadio pugliese. Il vino macchia, si sa. Era pieno in un pomeriggio di luglio di qualche anno fa, tra girasoli, mazzi di fiori con la carta rossa, Materazzi, congratulazioni, una gioia non proprio piena e i “potresti far finta di essere un po’ contenta”. Era pieno anche in una sera di Ferragosto di tanti anni fa, riempito dal primo (e sinora unico) tentativo di sangria fatto seguendo una ricetta scritta nel retro di una busta per fotografie. Ricetta che è ancora lì, appesa su una bacheca nella mia stanza e pronta per essere di nuovo messa in atto. Era pieno in tante altre occasioni: in quelle cene con gli amici di sempre per festeggiare qualcosa o semplicemente per stare in compagnia; oppure in quelle serate con gente che sì conosci da poco ma con cui inspiegabilmente ti trovi subito bene. E sarà pieno tante altre volte, a segnare momenti, ricordi, persone, sensazioni e legami. Quindi perché non mi versi del primitivo nel bicchiere?

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