Prima, però, portami a sognare

Prima però portami a sognare

Ligabue – Campovolo (RE) – 16 luglio 2011

E’ come la prima cotta adolescenziale, la prima volta che hai sentito il cuore diventare un rumoroso metronomo lì al centro del petto. Puoi anche non incontrarlo per tanto tempo ma quando lo rivedi ci sono sempre quei due-tre secondi di shock, che fortunatamente passano in fretta ma che, ancora una volta, ti lasciano in compagnia di tutte le parole che non sei riuscita a dire mai. E quei pochi secondi di battito accelerato ci sono anche se ora non ti interessa più, anche se ora ti chiedi come cavolo abbia fatto a piacerti così tanto, cosa cavolo ci trovavi in lui.
Ecco, il Liga per me è un po’ una cosa del genere, senza però le domande retoriche sul perché mi piacesse. Perché, bene o male, gira e rigira, anche se ogni tanto le ultime canzoni non mi fanno impazzire, qualche canzone riesce ancora a colpirmi. Ho iniziato ad ascoltarlo a 14 anni e ancora adesso quando sento quelle canzoni lì, l’adolescente che è in me decide che è il momento di lasciarsi andare e di urlare a più non posso, una dopo l’altra, tutte le parole di quelle canzoni lì, senza alcun problema di memoria.
Forse proprio per accontentare quell’adolescente lì, Campovolo andava fatto e ora, neanche 12 ore dopo, credo di poter affermare che ne è valsa la pena, nonostante il caldo, la polvere e la schiena a pezzi. Perché ancora una volta abbiam dimostrato che i ragazzi sono in giro e pronti ad urlare sempre di più contro il cielo o che Terry Malloy, infine, vince lui. E, proprio mentre il Liga canta una canzone che avrò ascoltato un’infinità di volte, mi accorgo che quella canzone lì potrebbe essere un vestito adatto per me, non per via del rimmel o di un’altra acconciatura ma per la presenza di quel posto lì dove sinora nessuno ha avuto il permesso di entrare (e forse mai nessuno lo avrà). E altro che colpo all’anima.
Il concerto finisce, le luci si spengono e per la prima volta non ho in me quell’adrenalina del rifacciamolo subito. Non è colpa del Liga, de La Banda o degli altri però. Neanche della mia stanchezza. Devo chiedere a Marlon Brando; secondo me, lui lo sa.

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2 commenti

  1. A

     /  18 luglio, 2011

    …e io non c’ero! qiundi, mi spiace, ma dovrai “rifarlo subito” (o almeno quanto prima -a discrezione del liga-) con la qui presente!😉
    *manca me*

  2. *mancavi tanto tu*
    ok lo rifacciamo quando vuole Luciano, magari senza menti assenti v.v

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