(Non) è solo il tempo a rivelare la stagione

Era sempre stata lì, nella casa di mia nonna al centro del paese.
Le prime cose che facevo ogni volta che salivo per quelle scale buie, scivolose e bianche, erano superare lo studio-ingresso, andare in salone e farmi dondolare da quella sedia, che, ai miei occhi di bambina, appariva come la cosa più bella che ci fosse. Ne ero innamorata. Tutto intorno era pieno di polvere: i libri sulla scrivania appena entravi, i divani verdi accanto alla sedia, le cartoline ammucchiate alla rinfusa nella scatola di cartone, poggiata sul tavolino di marmo, e tutto ciò che affollava quella casa abbandonata. Una casa che non ho mai visto animata, vissuta.
Alla mia nascita già non ci abitava più nessuno. Non ho foto tra quelle quattro mura – e, da primogenita, di foto ne ho tante, anche in case sconosciute di gente che non so chi sia. Eppure se chiudo gli occhi posso ricostruire nei minimi dettagli tutta la casa, stanza dopo stanza: ingressosalonecameramatrimonialecorridoiocucinacucininostanzadeipupibalcone.
Qualche anno fa, la casa al centro del paese è stata venduta e, per questo motivo, hanno dovuto svuotarla. Non potendo abbandonare ad un destino incerto la mia amata sedia a dondolo, ho insistito così tanto coi miei che, alla fine, l’hanno presa, fatta sistemare – mettendole un cuscino verde che non mi fa impazzire, l’avrei preferito viola ma non posso averla sempre vinta – e messa nel salone di casa, dove mi aspetta ogni volta il mio ritorno a casa. E, anche se lo schienale non è comodissimo e bisogna aggiungerci i cuscini, anche se non è accogliente come i divani lì a due passi, c’è qualcosa di piacevole nel prenderla, avvicinarla al caminetto e lasciarsi dondolare, facendo attenzione a non scivolare giù – sì, capita anche quello.
Nonostante quest’autunno dalle temperature piuttosto calde, ho freddo. E no, la temperatura esterna non c’entra nulla. E’ un freddo che viene da dentro, un freddo che non ti so spiegare, un freddo che colpisce le ossa, un freddo che blocca lo stomaco ed è difficile da riscaldare. E’ un freddo che mi fa desiderare solo la mia sedia a dondolo, un caminetto acceso, una tazza di cioccolata calda ed un libro. Per estraniarmi dal mondo, per staccare l’interruttore. In attesa che torni la primavera. Perché io non so mica se ce la faccio ad affrontare un altro inverno.

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