Maledetta primavera

C’è chi dice che sia già arrivata ieri per colpa di quella storia dell’anno bisestile, del giorno in più e della rotazione terrestre attorno al sole che se ne frega del calendario. C’è chi lo scopre per caso e, come me, casca un po’ dalle nuvole perché è il 21 il tuo giorno, il 21 marzo.
Ti ho sempre atteso con impazienza ed accolto a braccia aperte, piena di gioia per le giornate che si allungano, le temperature che si alzano ed il ritorno alle maniche corte ed alle gambe scoperte. Quest’anno, però, non so mica se son pronta ad affrontarti. Sto ancora raccogliendo i cocci dei danni che hai provocato lo scorso anno – no, non cercare di dare la colpa all’estate ché è anche colpa tua, soprattutto tua – e, anche se è passato del tempo, ho ancora difficoltà nel mettere assieme tutti i pezzi degli organi che hai distrutto qua e là nel mio corpo. Non ho ancora trovato la colla adatta; si dice che sia il tempo ma secondo me è una delle tante favolette che si raccontano per cercare di auto-ingannarsi nel tentativo vano di star meglio. Il tempo cura stocazzo, direbbe una perfetta damina dell’Ottocento. Visto che la colla ancora non si trova, facciamo un patto: così come sei arrivata con la tua valigia di mandorli in fiore e di giornate piene di sole, così te ne vai. Prendi quella valigia, che non hai neanche dovuto disfare – pensa te che fortuna! –, e tornatene da dove sei venuta. L’emisfero australe non è poi così male, fidati.
No, non ti preoccupare, non succede nulla se per un anno non ti presenti. Non preoccuparti per noi, sopporteremo il freddo. Ho imparato a combatterlo mettendo due paia di leggins al posto di uno e aggiungendo una maglia sotto al maglione. Il freddo meteorologico ho imparato a combatterlo, non mi fa paura. E poi, in queste armi di rincoglionimento di massa che sono i condomini romani coi loro riscaldamenti accesi a palla praticamente sempre, fa sempre caldo. Non preoccuparti, sul serio. Le mie gambe non sono pronte a scoprirsi, mostrando al mondo i lividi che si procurano chissà come; i miei piedi non vogliono affidarsi a ballerine o sandali; le mie braccia non son pronte a mostrarsi in tutto il loro biancore e, soprattutto, il mio corpo non è pronto ad affrontare un’intera giornata senza sapere di non poter far affidamento sul fatto che ci sarà sempre il piumone pronto ad accoglierlo nel suo abbraccio e a consolarlo per le giornate grigie e malinconiche che ha passato, per i magoni repressi ed i pesi allo stomaco sopportati. No, non sono pronta ad affrontarti.
Torna l’anno prossimo quando, si spera, avrò rimesso insieme tutti i pezzi aggiungendone di nuovi, che fungeranno da antivirus contro quel le coselìdistomatoeditumtumtum, a quelli che si son persi nello schianto contro la realtà. Torna l’anno prossimo, quando tutte le parole dette, le sensazioni provate, le cose che mai, le guance rosse e i pensieri cittadini della mia mente saranno spariti, cancellati per sempre da una razionalità ritrovata e maipiùabbandonata (si spera). Torna quando sarò insensibile a tutto ciò, quando sarò riuscita a domare il mio lato emotivo, permettendogli di esprimersi solo nei casi di amicizia e non di altro. Torna quando quel lato emotivo lì sarà completamente debellato. quando tutto ciò non sarà più importante e la mia vita sarà di nuovo tranquilla.
Prenditi un anno di vacanza da noi. Non tornare, maledetta primavera.

Rendersi conto di essere innamorata fu doloroso, e poche cose fanno sentire soli a questo mondo come l’amore non corrisposto.
[Douglas Coupland –  Generazione A]

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7 commenti

  1. E se non te lo metto

     /  22 marzo, 2012

    Eh no! E ora basta! Il dettaglio da Alicante che sposta i tuoi dati delle statistiche fino in Spagna ora DEVE intervenire!
    Innanzitutto dico MA ANCHE NO! la primavera deve arrivare, deve tornare il sole, il caldo e tutto il resto! Nonostante i condomini romani e i vicini, il sole scalda più di qualsiasi piumone! E poi, vuoi mettere il mare col sole!?! Se arriva la primavera, arriverà anche l’estate! E via di bagni nel nostro amato mare! La primavera serve, ci si scopre e in un certo senso ci si toglie pesi di dosso: meno vestiti, meno peso! E il sole scalda dentro e fuori, e se non scalda dentro, devi pensare che fuori ti stai ustionando, quindi i pensieri si tengono occupati!
    Per rimettere insieme i pezzi di organi mi verrebbe da darti come soluzione l’alcol, ma FOOORSE creeremmo altri pezzi (di fegato sta volta), quindi non mi associo alla damina dell’Ottocento (credo che i vicini si stiano ancora chiedendo chi fosse a starnazzare x’D) ma direi che è necessaria un pò di buona volontà! Non la faccio facile, non stare subito lì a puntare il dito che vedo a distanza! Appoggio il saggio Douglas, però, mica non se ne può più uscire!!!!! ECCHECCAZ! (ribadisce la damina!)

  2. Ciao visita da Alicante,
    sto ridendo assai per questa ramanzina,
    Facciamo che l’unica esentata dalla primavera son io e ti godi il mare e blablabla. E non urlare, incazzandoti, ché i tuoi vicini spagnoli potrebbero non apprezzare o la tua coinquilina aumenta il volume a LaurasPausinis.
    Mi prendo qualche altro giorno – facciamo settimane – per non volere la primavera. Godetevela voi per me😉
    Per quanto riguarda il mio fegato, non sei aggiornata sui risultati delle mie ultime analisi e anche sull’ecografia – con quel gel che brrrr. Lui sta benissimo e può ingurgitare tutto l’alcol che voglio v.v
    ps: tra l’altro, l’altro giorno dopo una visita da Alicante [o prima, non ricordo] ce n’era una dalla tua cittadina di origine. M’è preso un colpo!

  3. E se non te lo metto

     /  23 marzo, 2012

    Ehhh??? ma che davero davero!?O_o e chi sarà mai?!
    Comunque, le ramanzine le faccio, e non urlo, al massimo me la rido per le dichiarazioni delle damine! Assodato che puoi bere e ingurgitare di tutto! E poi la primavera te la becchi pure te! Il tempo non serve a un cazz se non lo affronti (con corazza o a tette all’aria! xD), quindi vedi che devi fare, che a breve ci rivedremo! -.-‘

  4. lo so che a breve ci rivedremo..son stata informata.. Nessun riferimento alle damine quando ci rivedremo! E soprattutto dovrei ricordarti che non sono io quella che ha le tette…ehm..
    Io ho provato ad affrontarlo e non è servito v.v quindi, da vera dama dei nostri tempi, ribadisco che non serve a un cazzo v.v

  5. Io posso ovviare all'obbligo

     /  23 marzo, 2012

    Il tempo serve a far raffreddare la situazione, pensarci su, meditarci e poi arrivare alla conclusione del “ma sai che c’è? ma vaffanc…uore!” Ma devi esser tu quella che medita verso quale paese direzionare il tutto, e “soffiare” sopra, per far raffreddare più velocemente possibile! E poi, tette o non tette puoi sempre affrontar il tutto di petto, così ti fai pure meno male e hai meno ingombro (fidati -_-).
    Io sono una damina a modo nelle occasioni di riunioni! che ti credi! tsz!

  6. Il tempo non è servito, non serve a nulla. Son passate tre stagioni e non è cambiato nulla🙂
    Le tette son un ingombro piacevole, fidati!

  1. Double Twelve « Snuggle and Smiles

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