Altro che aspirina, solo un gran mal di testa

Dall’esterno pare facile. Che ci vuole? Cosa vuoi che sia? E’ tutto semplice. Basta solo non pensare, non ricordare, non dargli tanta importanza, anzi non dargliene proprio, staccare tutto, cancellare totalmente. E’ tutto semplice, dall’esterno. E’ tutto facile, a parole. Già, a parole potrei scalare l’Everest e svegliarmi la mattina dopo senza alcun dolore alle gambe; nella realtà, invece, basta qualche su e giù da una sedia in più, fatto in una giornata di pulizie alla BreeVanDerKamp, e la mattina dopo ti ritrovi piena di dolori che neanche un’ultraottantenne e hai difficoltà persino a scendere le scale.
A parole, la mia mente sarebbe libera, vuota o quasi, con in testa solo preoccupazioni superflue come il colore del rossetto da spalmare sulle labbra o delle calze da indossare. A parole, non si perderebbe ancora in inutili considerazioni, ormai logorate dal tempo che è passato e basate su parole e fatti che non hanno più neanche un senso. A parole, è semplice comportarsi come persone normali invece di perpetuare in una situazione di stupida ostinazione – ostinazione per cosa poi? boh! – e di insensato masochismo. A parole è facile non pensarci. Già. La realtà, però, è diversa: nonostante le giornate fatte di libri in svariate forme, di mojiti improvvisati qua e là, di passeggiate e chiacchiere, di musica nuova con voci che ti rapiscono e ti incantano tanto da risuonare in loop per giorni, di partite viste e non viste davanti a un bicchiere di birra e una porzione di patatine fritte – il cibo, si sa, è la chiave della felicità – arrivano quei momenti in cui la mente sembra concentrarsi soltanto su quei pensieri che avevi evitato, sulle domande senza senso che non stanno né in cielo né in terra, senza una logica e non meritevoli di risposta, sulle parole scritte di getto in mail di sfoghi scritte a voci amiche che, lo sai, potessero verrebbero direttamente a prenderti la capoccia tra le mani e a fartela sbattere ripetutamente contro la parete – e se non lo fanno è perché sanno che tanto la testa ce la sbatti da sola – ma cercano comunque di dare una risposta razionale ai tuoi scleri o di starti appresso con altrettante insensatezze solo nel tentativo di farti ridere. Tutt’altro che vuota è la mente, occupata com’è da un gran mal di testa. E non resta altro che inforcare gli auricolari e uscire a regarder le ciel.

Altro che aspirina, solo un gran mal di testa

Paris – Hotel de la Ville

Articolo precedente
Articolo successivo
Lascia un commento

4 commenti

  1. Ma si potrebbe anche pensare di ascoltarsi. Di fermarsi una attimo, premera pause e ascoltare le gambe, il respiro, i sogni tenuti giù. Si potrebbe, mica dobbiamo.

  2. La notte è fatta per ascoltarsi, per ascoltare i pensieri, i battiti, i singhiozzi e il silenzio intorno. Le gambe le ascolto quando torno a casa. In genere, subito dopo una passeggiata, magari lunga, pulsano che son una meraviglia. E’ un piacere sentirle così vive.

  3. Noni!!!

     /  3 aprile, 2012

    Ultima connessione da Alicante! Adieu!😉

  4. uhhhhhhhhhh nuooooooooooooooo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Scrivimi!

    Dubbi? Insulti? Lamentele? Curiosità? Segnalazioni. Scrivi qui: snuggleandsmiles[at]gmail.com
  • Nelle precedenti puntate

  • Categorie

  • Più votati

  • 123

    ViviStats
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: