Di fini e di finestre

L’amore è quando mancano due giorni alla fine delle vacanze e tu sei triste come una canzone sempre uguale perché vai a casa perché comincia la scuola perché non vedrai più la bambina alla finestra nella casa di fronte alla tua la sera, non saprai mai come si chiama lei.
[Aldo Nove – Amore mio infinito]

Le giornate hanno ormai iniziato ad accorciarsi e ci ritroviamo a percorrere lo stradone verso casa mentre tutto intorno è già scuro. La spiaggia diventa, giorno dopo giorno, sempre più deserta e, contemporaneamente, sempre più nostra. Nel banco-frigo del baretto vicino casa, i gelati iniziano a scarseggiare e, se ti dice bene, c’è ancora un granulato all’amarena che ti salva dall’irriducibile ghiacciolo al limone. I treni han cominciato a partire così come le macchine stracolme di valigie e  di promesse, quei cisentiamo che -lo sai – solo in poche e rarissime eccezioni si tramuteranno in lettere, mail o sms pieni di pezzi di vita e di pensieri a briglia sciolta. I tormentoni estivi si son ormai trasferiti in pianta stabile nella nostra testa, pronti a riaffiorare nei freddi pomeriggi invernali o quando meno te l’aspetti. EagleEye ha chiesto migliaia di volte alla sua donna di chiudere le tende e migliaia di ciocchi di legna han preso fuoco per mostrarle il suo amore per lei; Raf ci ha ripetuto allo stremo che l’amore non è razionalità e i B-Nario, accompagnati da Dj Bobo che avrà perso la voce a furia di urlare per richiamare a sè il suo chihuahua, hanno sceso il cane a pisciare così tante volte da allagare le strade milanesi. I popopo, gli undostres, i solecuoreamore e gli asérjèsqualcosa vari hanno avuto tutto il tempo per insinuarsi nelle nostre menti per non uscirne mai più (neanche quando crediamo di essercene liberati). E, nonostante gli insistenti vorrei potesse non finire mai strillati dai Negramaro, la fine dell’estate è giunta, portando con sè i suoi temporali improvvisi ed il tipico profumo di asfalto bagnato; quel profumo da fine estate che riconoscerai sempre e ovunque e ti farà pensare al tuo mare ogni volta che lo sentirai, anche nel traffico caotico di quella città a centinaia di chilometri lontana dalle sue acque.
Autunno, inverno, primavera. Il naturale susseguirsi delle stagioni ha ripreso il suo corso per tutti, tranne che per te, imprigionata come ti senti in questa fine d’estate, con lo sguardo fisso su quella finestra, di cui ormai conosci ogni singola venatura e ogni singolo millimetro. Non senti le voci di chi ti invita a seguire il corso delle stagioni, a liberarti di questi ultimi giorni d’’estate ed a vivere il presente, ché, tutto sommato, ci son gioie nascoste anche tra i colori caldi dell’autunno, tra le temperature rigide dell’inverno e nella tanto temuta primavera. Non le senti e non riesci a far altro che rimanere imprigionata in questa fine d’estate,  intenta come sei a fissare quella finestra lasciata vuota da qualcuno che, nel frattempo, è andato ad occupare una finestra diversa, lontano da qui, diventando l’oggetto dello sguardo di qualcun altro.

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