È solo febbre

27 gennaio 2012

Il Pont d’Alma. La fermata del metrò sbagliata, Alma Marceau, al di là della Senna. La linea 9, di quel verdognolo brutto. La calca nel vagone, la gente che si ammassa, il caldo che diventa opprimente, i nonocelafaccio non tanto convinti, le stazioni che procedono lente. Il sudore freddo, la voglia di scappare, l’aria che manca, uno sguardo e non arrivare neanche a sentire la fine di Vuoi che scendiamo? che già la mano è sulla maniglia della porta di quel vecchio vagone color verdepetrolio per aprirla di scatto e raggiungere la banchina. Miromesnil. Salva. O quasi, direi. Cos’hai fatto il giorno in cui hai compiuto trent’anni? Ho vomitato in un’anonima stazione del metrò parigino, mandando all’aria ogni piano per la serata e ritrovandomi alle otto di sera, già a letto, pronta per dormire. Entusiasmante, direi. Però – aggiungerei – ero a Parigi e tutto il resto non conta.

27 aprile 2012

Ancora un venerdì. Sempre il giorno successivo ad una notte insonne, dovuta, però, non alla frenesia della partenza ed alle preoccupazioni per scioperivariedeventuali. Un vecchio vagone della metro B. La gente ammassata. L’afa e il caldo appiccicaticcio che ti si attacca addosso e ti fa sentire sporca. La metro ferma in una stazione qualsiasi tra Cavour e Bologna; prima o poi la smetto di non far caso alle fermate, prima o poi. Manca il macchinista, dicono stupiti gli altri passeggeri. Accorgersi della data, accorgersi della coincidenza. Trent’anni e tre mesi; cos’è cambiato? Nulla. Combattere con gli occhi lucidi dal momento del risveglio, trattenere, sempre trattenere ché non ci sono occhiali da sole pronti a nascondere. Il pensiero fisso, la razionalità che fa fatica. Il magone. Saperlo è un conto, ma continuare ad avere costante conferme non aiuta per niente. Il trucco sfatto, la matita nera ha perso il suo tratto lineare ed è spalmata un po’ ovunque. Tornare a casa, buttarsi sul letto. L’esplosione delle lacrime. Non aver voglia di nulla. Come non ce l’hai? C’hai una faccia che sembra che t’è passato sopra un trattore e non hai la febbre?. 37.2. Non è febbre. È solo febbre, diciamo così.

Tre mesi. Parigi o Roma? Domanda inutile. Risposta scontata, anche se entrambe non hanno il mare. Anche perché il vomito sì non puoi trattenerlo ma, dopo, ti senti libera, ti senti più leggera. Stai bene, per farla breve. Le lacrime, invece, puoi anche trattenerle – e prima o poi escono pure loro – ma dopo ti senti pure peggio. Oltre che *******.

È solo febbre.

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