Come Quando Magda Sclera

E poi arrivano quelle giornate strane, pesanti, lente e, allo stesso tempo, veloci. Pensieri confusi, parole che avrebbero voglia di essere dette e cose che avrebbero voglia di essere fatte. Non è il tempo né di dire né di fare nulla, però; non avrebbe senso, non servirebbe e non sarebbe la cosa giusta da fare. E allora non ti resta che affogare le parole pensate, i desideri repressi e le cose giuste da fare nella coppetta marrone di quel gelato, che, con la messa in onda in tv del suo spot, decreta l’inizio dell’estate – o almeno così diceva non ricordi chi, forse una tua coinquilina –, battendo sempre più forte sul fondo col cucchiaino. Pensieri, parole e desideri che non hanno intenzione di andar via e allora ti si piazzano un po’ovunque: all’altezza dello stomaco o poco più su; negli occhi, che si inumidiscono velocemente e non hanno la forza di trattenere le lacrime che vorresti nascondere e che invece bruciano sul viso; in gola, dove ormai trattieni inutili groppi ed deglutisci magoni insistenti. Tanto ormai sei abituata a mandar giù compressone azzurre grandi la metà del tuo mignolo – tu, che non riuscivi a ingoiare neanche un piccolo moment –,  cosa vuoi che sia mandar giù bocconi amari e pianti abortiti?
E poi arrivano dei momenti, in quelle giornate, in cui non riesci più a trattenere quei pensieri, quelle parole e tutte le cose trattenute. Ti senti come Magda in “Bianco, Rosso e Verdone” e vorresti solo urlare Non ce la faccio più; ma non lo fai perché, di sicuro, dopo tre secondi qualcuno busserebbe alla porta del bagno per usarlo. E allora lasci spazio allo sclero con i suoi piantini e con le parole sconclusionate e nervose alle persone che, ormai rassegnate per l’ingrato compito che è toccato loro in sorte, ti ascoltano, mentre –non le vedi ma lo sai che lo fanno- danno testate al muro. E tu rimani lì, con gli occhi rossi e le risate per un e diglielo, no?, detto con tutta la semplicità e tutta la faccia tosta che tu non hai mai avuto. Fino ad ora.

Vorrei parlarti d’altro ma ho finito le parole
Virginiana Miller – Rimerende

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