Really

Avevo percorso quelle stesse strade poco illuminate solo una settimana prima. Il viso rigato dalle lacrime e gli occhi gonfi e rossi. La voce, a stento, cercava di dare sfogo alla mia delusione ed al mio dolore. Una voce amica, dall’altra parte del telefono, cercava di interpretare i miei singhiozzi e i miei silenzi e di trovare le parole giuste per dar senso a qualcosa che un senso non aveva. Le gambe avevano voglia soltando di camminare, quasi senza una meta precisa, solo per non dover tornare a casa. La delusione, l’ennesima.
Sette giorni, soltanto sette giorni, e tutto è cambiato. Le stesse strade sembran più belle. Le mani una dentro l’altra a dirsi ci sono, sono qui per te. Un paio di occhiali da sole dimenticato e un abbraccio desiderato da ore, un’inaspettata seconda chance. Pensare di esser finiti all’improvviso in una di quelle serie tv scritte bene, dove è impossibile che succeda proprio quello che sta accadendo. Le parole scritte sulla schiena in attesa dei momenti giusti per esser svelate. I sorrisi: il suo, per il quale non hanno ancora inventato le parole adatte per descriverlo, e il mio, ricomparso dopo mesi e mesi di latitanza e che staziona perennemente sul mio viso da giorni. Due braccia in cui è bello perdersi e che diventano subito a beautiful place where to stay. L’inglese maltrattato e stropicciato dalla sottoscritta. I chilometri, tanti, troppi. La voglia di non addormentarsi per evitare che il giorno della partenza arrivi.  Il suo modo di smettere di seguire cosa stia dicendo perché distratto dall’osservarmi. Gli incantesimi e la fuga del primo momento. Aver voglia di gridare al mondo la propria felicità ma non farlo per paura di rompere tutto ciò che di bello c’è. La paura che prima o poi arrivi qualcuno che dica E’ tutto un gioco, è una candid camera. La sua genuinità e la sua schiettezza nell’esprimere le proprie sensazioni, libero da qualsiasi pippa mentale o da qualsiasi strategia da attuare. Le nostre timidezze. I saluti in aeroporto, i  Jump in, come with me, esclamati di soppiatto indicando la valigia, e i baci in punta di piedi. Scoprirsi giorno dopo giorno sempre più simili. E really  ormai diventata una delle mie parole inglesi preferite. Really.

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2 commenti

  1. :*

     /  18 luglio, 2012

    Finalmente è arrivato questo post da me tanto atteso!!!! *__*
    :******

  2. :)))

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